
Il Monastero di Matosavank
Il Monastero di Matosavank
Fondato nel 1247 nei pressi di Dilidjan, il monastero di Matosavank si scopre al termine di una marcia nella foresta del parco nazionale, a 3,5 km dalla città.
Il monastero di Matosavank si trova a 3,5 km a nord-ovest di Dilidjan, nascosto nella foresta del parco nazionale. Fondato nel 1247, questo piccolo complesso monastico oggi parzialmente in rovina conta tra i siti medievali meno visitati del nord dell'Arménie. Il suo interesse risiede tanto nella sua architettura quanto nella sua integrazione in un ambiente forestale denso, che richiede una breve escursione per raggiungerlo.
Perché visitare Matosavank
Matosavank non è un sito spettacolare nel senso classico del termine. È precisamente questo che ne costituisce l'interesse: un monastero del XIII secolo invaso dal muschio, i cui muri si cancellano poco a poco sotto la vegetazione, lontano dai circuiti turistici. La marcia d'avvicinamento, compresa tra 1 ora e 1 ora e 30 minuti dai sentieri di Dilidjan, attraversa una foresta densa tipica del nord armeno, e il sito si combina facilmente con la visita vicina di Jukhtak Vank.
Gli amanti dell'architettura monastica armena vi troveranno khachkar (croci di pietra incise) e muri scolpiti ben conservati, nonostante l'abbandono parziale del luogo. L'atmosfera, soprattutto con tempo brumoso, contrasta con quella dei grandi monasteri turistici come quelli di Haghpat o Sanahin.
Storia del monastero
Matosavank è stato fondato nel 1247 da Avag, figlio di Ivane della dinastia Mkhargrdzeli, famiglia principesca armena al servizio del regno di Georgia. Secondo la tradizione locale, la sua costruzione sarebbe stata ispirata da una vittoria armeno-georgiana contro i Turchi selgiuchidi, un racconto trasmesso oralmente e che conviene considerare come tale.
Il monastero è anche designato con il nome di Surb Astvatsatsin (Santa Madre di Dio), mentre l'appellativo Matosavank renderebbe omaggio a Matos, suo primo abate. Il sito appartiene alla stessa ondata di costruzioni monastiche del XIII secolo che ha visto nascere diversi complessi religiosi nella regione, approfittando di un periodo di relativa stabilità sotto i Mkhargrdzeli.
Cosa vedere sul posto
L'insieme si compone di tre elementi principali:
- La chiesa, modesta, costruita in pietra locale, la cui copertura è parzialmente scomparsa.
- Il nartece (gavit), spazio di accoglienza e sepoltura caratteristico dell'architettura monastica armena.
- L'antico deposito di libri, testimone della vocazione intellettuale del sito, che probabilmente ospitava manoscritti medievali.
I muri recano ancora sculture e khachkar incisi, parzialmente ricoperti di muschio. Un antico cimitero si trova nelle vicinanze, completando l'insieme. I vestigi, sepolti sotto la vegetazione del parco nazionale di Dilidjan, sono stati poco restaurati, il che conferisce loro una dimensione archeologica grezza.
Quando visitare
Il periodo più favorevole si estende da aprile a ottobre. In primavera e all'inizio dell'estate, i sentieri sono praticabili e la foresta è in piena attività. L'autunno, in particolare ottobre, offre colori marcati nei boschi del parco nazionale.
In inverno, la neve può rendere l'accesso difficile, se non pericoloso sui sentieri non segnalati. Con tempo piovoso o nebbioso, il sito guadagna in atmosfera ma il terreno diventa scivoloso: prevedete scarpe adeguate.
Come arrivarci
Il monastero si trova a circa 100 km a nord di Erevan, nella regione del Tavush.
In auto da Erevan
Prendete le autostrade M-4 poi H-29 in direzione di Sevan, poi proseguite verso Dilidjan. Contate 2 ore di viaggio secondo le condizioni. Una volta a Dilidjan, seguite le indicazioni verso il parco nazionale. Il parcheggio presso l'accesso del sentiero è limitato, prevedete di parcheggiarvi lungo la strada.
In trasporto pubblico
Marshrutka (minibus) collegano regolarmente la stazione dei pullman nord di Erevan (Kilikia) a Dilidjan, per una durata paragonabile a quella dell'auto. Da Dilidjan, un taxi è necessario per raggiungere la partenza del sentiero; negoziate la tariffa in anticipo e organizzate il vostro ritorno, poiché i taxi non tornano spontaneamente.
A piedi da Dilidjan
Diversi sentieri forestali partono da Dilidjan verso Matosavank e Jukhtak Vank. La marcia d'avvicinamento dura tra 1 ora e 1 ora e 30 minuti. La segnalazione essendo ineguale, una mappa offline (Maps.me o equivalente) è consigliata.
Informazioni pratiche
- Accesso: libero, il sito è in rovina e non è custodito.
- Equipaggiamento: scarpe da escursionismo, acqua, indumento tagliavento. Il terreno è accidentato e umido.
- Durata della visita: contate 30-45 minuti sul sito stesso, in più al tempo di marcia andata e ritorno.
- Combinazione consigliata: visita accoppiata con Jukhtak Vank, situato nelle vicinanze immediate sullo stesso circuito forestale.
Cosa vedere nei dintorni
La regione di Dilidjan concentra diversi siti accessibili nello stesso giorno:
- Jukhtak Vank, monastero gemello situato a pochi centiaia di metri, spesso visitato di seguito.
- La città di Dilidjan, soprannominata la « piccola Svizzera armena », con la sua strada antica ricostituita e il suo museo.
- Il monastero di Hovannavank, a circa 1 ora e 30 minuti di strada in direzione di Erevan.
- Il lago Sevan, a una quarantina di chilometri, sulla strada tra Erevan e Dilidjan.
Per integrare Matosavank in un itinerario più ampio, consultate la nostra guida di viaggio in Arménie.
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